Lo sappiamo e non è un segreto: oggi più che in passato le playlist sono un mezzo efficace per diffondere selezioni musicali personalizzate, raggiungere un pubblico più ampio e vincere uno spazio espositivo all’interno delle piattaforme musicali. Ma come siamo arrivati a questo?

Negli anni ’80 e agli inizi dei ’90 si realizzavano liberamente le compilation su cassetta: si passavano ore ed ore ad ascoltare musica al fine di selezionare le canzoni più adatte ad essere inserite nel lato A e nel lato B del nastro. Era un processo tecnicamente più complesso che necessitava l’utilizzo di un lettore con doppio vano cassetta, e questo perché si effettuava una scrittura sul nastro in tempo reale: nel primo lettore si mandava in riproduzione il brano mentre il secondo lettore lo registrava su nastro. Per certi versi era davvero romantico: la selezione doveva essere fatta con attenzione e seguendo un filo logico, spesso pensando come colpire la persona alla quale destinare la compilation.

Terminata l’era della cassetta si è passati al Compact Disc: fu una vera e propria rivoluzione, con la qualità audio che raggiungeva livelli decisamente superiori rispetto alle cassette, a patto di utilizzare i giusti formati. Va detto che il supporto CD non stravolse il modo di realizzare le compilation, ma ne mutò sicuramente la procedura ed i mezzi per realizzarle. Entrò di fatti con molta prepotenza l’utilizzo del PC dotato rigorosamente di lettore dischi nell’ascolto quotidiano della musica, rendendo necessario l’uso del “mitico” masterizzatore per copiare e incidere le proprie selezioni dai dischi originali. Il CD, a differenza della cassetta, è ancora oggi prevalentemente utilizzato per la stampa fisica degli album, anche se da tempo ormai il suo declino è segnato: la musica liquida, quella fruibile attraverso le piattaforme digitali sui nostri dispositivi mobili, sta letteralmente spazzando via questo supporto.

È così che siamo arrivati ad oggi, con lo streaming che domina il mercato della riproduzione musicale assieme ai suoi pro ed i suoi contro. Aziende come Spotify, Tidal, Deezer hanno incentrato il loro core business proprio nello sviluppo di piattaforme che permettano alla musica di essere consumata in ogni dove attraverso una connessione internet sempre più capillare. I walkman, gli mp3, i supporti fisici e gli svariati lettori che affollavano gli scaffali dei negozi di elettronica sono andati persi, ed al loro posto abbiamo esclusivamente delle app – ora web, ora mobile – a centellinare i nostri momenti di svago.

Questi nuovi strumenti hanno cambiato definitivamente il modo di ascoltare la musica e, di conseguenza, anche il modus operandi per realizzare delle compilation personali. Uno strumento straordinario offerto sono le playlist: la selezione è tecnicamente più semplice rispetto a quando esistevano le cassette! Tutti possono realizzare la propria playlist, semplicemente attivando un account su uno dei tanti servizi e selezionando le canzoni di volta in volta con pochi click, come accade ad esempio su Spotify: attraverso un’interfaccia particolarmente user friendly, Spotify permette l’inserimento in playlist attraverso l’apposito menù a comparsa che appare cliccando col tasto destro sul brano prescelto e successivamente su “inserisci nella playlist…”

In realtà, vi è stata una vera e propria rivoluzione che esula dal semplice aspetto tecnico della realizzazione di queste compilation: oltre infatti alle selezioni autonome degli utenti esistono le playlist editoriali, realizzate dallo staff di Spotify e dai suoi algoritmi, come ad esempio le selezioni “Release Radar“, che permettono di rimanere aggiornati sulle ultime uscite, o quelle riferite ai generi musicali e che comprendono il meglio che il panorama musicale odierno e passato ha da offrire, il tutto all’interno di un’unica playlist.

Oggi, dunque, la playlist sostituisce la nostra vecchia cassetta ed il più recente ma già obsoleto CD, divenendo uno straordinario strumento per diffondere musica, soprattutto emergente. Infatti, proprio su tale argomento, si osserva come le band e gli artisti emergenti di qualsiasi genere musicale, sia questo Rap, Trap, Indie, Pop, Rock o R&B, per poter diffondere la propria musica inedita, si spendono per proporre i brani a “Curatori” di playlist blasonate, seguite da migliaia di persone. Per avere un’uscita di successo è infatti diventato fondamentale contattare i playlist manager ed i curatori per proporre il proprio brano, alimentando quello che di fatti è diventato un redditizio mercato: è infatti possibile richiedere degli inserimenti a fronte del pagamento di un contributo richiesto dai curatori, anche se questa pratica è spesso oggetto di critiche da parte del pubblico e di provvedimenti dalle piattaforme sulle quali vengono hostate tali playlist, che non gradiscono la speculazione generalizzata – soprattutto considerando che non genera alcun profitto per loro stesse.

Noi, come DIGA Records, crediamo fortemente nella diffusione di questo mezzo, ed abbiamo infatti realizzato tre distinte playlist su Spotify:

La selezione è realizzata letteralmente a mano, con la stessa ricerca e dedizione che ci mettevamo nel realizzate tempo addietro una compilation su cassetta. Ne approfittiamo per dirvi che siamo alla costante ricerca di nuova musica e siamo apertissimi a proposte e richieste. Specifichiamo che non prevediamo alcun tipo di chip: l’inserimento nelle nostre playlist è totalmente gratuito, e l’unica cosa che chiediamo è di mettere un like alla playlist interessata in modo da farla crescere e garantire un pubblico sempre organico al quale sottoporre nuovi ascolti.

Vi avvertiamo, però: la selezione è dura, ed evitiamo di inserire indistintamente tutti i brani che ci vengono sottoposti, facendo di volta in volta attente valutazioni al fine di seguire la linea editoriale di ciascuna playlist e mantenere uno standard qualitativo elevato. Così possiamo dire che ancora oggi continuiamo a realizzare le nostre cassette, con la stesse romantiche procedure, ma con mezzi decisamente più moderni!

Se vuoi proporre la tua musica, scrivici ora al seguente indirizzo mail: playlist@digarecords.com. Ti risponderemo quanto prima!

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